Riccardo Gagliardi e la Francia


    Riccardo Gagliardi 


      Grazie Marinella per averci portato in un posto paradisiaco per fare ciò che noi adoriamo: DANZARE!!!!!!!!!!!



       Dunque.... Da dove posso cominciare? Ci sono così tante cose da dire su ciò che mi è successo quest'ultima settimana... che non so da dove partire! Come molti di voi sapranno, alcuni allievi dell'Accademia dello Spettacolo di Grosseto sono andati in Francia per fare uno Stage di 7 giorni alla scuola di danza "CCN", e fra questi allievi c'ero anche io.


      Non potete immaginare l'emozione che ho provato il giorno della partenza! La notte prima non avevo quasi dormito ( anche perché non avevo mai preso l'aereo... ) e non potevo credere che il momento in cui è iniziato tutto fosse così vicino, a poche ore di distanza..... 


      Preparate le valigie, ci siamo riuniti davanti alla stazione ferroviaria, dove avremmo preso il treno per Pisa. Durante il viaggio sentivo il mio stomaco che si contorceva a causa della paura di volare! 
     
    Dopo aver preso il treno e poi l'aereo, siamo finalmente arrivati a Charleroi, dove avremmo preso il pulmino che ci avrebbe portato a Roubaix.... Che luogo meraviglioso! Devo dire che non mi è dispiaciuto stare nell'hotel " Campanille", apparte il fatto che "ALADINO" ce l'ha fatte passare di tutti i colori, dalla camera con un letto matrimoniale e una brandina che sembrava un sacco a pelo, al fumo nella camera, fino a quando ha chiuso la camera di Isotta e Cristina, facendole rimanere fuori con il freddo! La mattina ci svegliavamo alle 7 e 30 per fare colazione, perché alle 9 ci aspettava il pulmino che ci accompagnava all'accademia. Tutte le mattine c'era un guidatore diverso e così, noi, avevamo dato loro dei soprannomi, fino a crearne una famiglia: Papà Castoro, Mamma Scucchia, Zio Alieno, Zio Bau, Zio Pollo, Cugino Eolo e Cugino Gangster... hahahaha che risate!!!!

      Arrivati in accademia, avevamo 8 ore di lezione stancante e pesante, ma con la nostra passione, quelle ore ci sembravano molto meno impegnative di quello che erano... La parte più bella della giornata, comunque, era la sera: dopo aver mangiato in un ristorante italiano (Don Camillo) e dopo aver estinto la nostra voglia sfrenata di pizza, tornavamo in hotel, ci mettevamo il pigiama e poi andavamo alla camera n°3,dove ridevamo, scherzavamo, ci raccontavamo ciò che era successo il giorno stesso e discutevamo sulle parole livornesi "boia" e "deh".

      E' stato proprio lì che abbiamo scoperto le due canzoni-tema della gita: Ja Sei Namorad (suggerita da Isotta) e L'Amore di Sonohra (suggerita da me). Abbiamo inoltre scoperto che ognuno di noi ha una risata diversa da l'altro, che a volte si alterna con un battito di mani e cambrè a causa del dolore provocato dalle troppe risate!!! Finita la "batteria" andavamo tutti a letto, per poi riniziare la giornata. Passati 5 giorni, arrivammo al momento dello spettacolo...

      Che emozione!!!! All'inizio le coreografie mi sembravano irraggiungibili... troppo complicate... impossibili... ma poi è andato bene a tutti! Sabato siamo usciti a comprare dei ricordi per avere sempre con noi un pezzo di Francia. La sera ci siamo ritrovati, come sempre, alla camera 3, dove abbiamo ballato tanto e tanto sulle due canzoni-tema (sembravamo dei pazzi, soprattutto io e Isotta!!!!!! ), ma purtroppo l'armonia si spezzò quando ci rendemmo conto che il giorno dopo sarebbe tutto finito.... Comunque, io e Isotta avevamo trovato un modo per non soffrire: ci immaginavamo che il giorno dopo saremmo dovuti andati in accademia con l'aereo perché c'era sciopero dei pulmini (VI PREGO, NON PRENDETECI PER PAZZI! :D ). Che tristezza......... Avevamo le lacrime agli occhi... Con molta nostalgia ci siamo fatti l'ultima foto della Francia... E' tutto finito... Anzi, è tutto finito, MA PER ORA, perché niente e nessuno mi potrà impedire di ritornarci il prossimo anno!!! Questa esperienza ha aiutato a consolidare, oltre che a scoprirne altre, le amicizie che già avevo, oppure a scoprire quelle amicizie che ci sono sempre state ma a cui non si dava tanta importanza, e che invece ora non puoi vivere senza di loro!


      Questa esperienza mi ha dato molto coraggio, mi ha insegnato a non mollare al primo segno di sconfitta, mi ha dato una grande forza di volontà e mi ha insegnato a credere nei miei sogni, perché se vuoi che una cosa si avveri e se lo desideri con tutto il cuore, si avvererà! (Come dice quella canzone di Vecchioni, Sogna Ragazzo Sogna