Eleonora Amore e Marinella


      Eleonora Amore  13 giugno 2011

      Carissima Marinella,

      sono Eleonora, la figlia di Vittoria Doretti, e tua ex allieva. Al momento mi trovo a Londra, e non sono potuta venire al tuo saggio. Ma mamma mi ha appena telefonato su Skype, e mi ha raccontato tutto.

      Mi ha raccontato de "I migliori anni della nostra vita", delle lacrime commosse, del tuo ballare sul palco. E mi è venuta la pelle d'oca e mi sono coperta le guance rosse con le dita, ritrovandomi a piangere d'emozione.

      Mi rendo conto che possa sembrare una reazione esagerata, ma quando ero bambina potevo solo immaginare quanto doveva essere grandiosa la Maestra che insegnava a noi a danzare. E non solo quello, a ben vedere. Ci insegnava la serietà, la compostezza, la grazia, la leggiadria, il valore del silenzio, e quello dell'attenzione. Attenzione ai comandi, ai nostri sensi, alle sfumature della musica, alla danza dentro di noi.

      Guardandomi indietro, e guardandomi dentro, ricordo quelli della danza come anni coloratissimi, iniziati col volo di un Paracadute, e in fin dei conti mai terminati. A 23 anni, le persone che si trovano a che fare con me sorridono, scuotono la testa, e mi prendono le mani. E mi chiedono come possa essere così leggiadra, "Come una fatina", "Come una bambola di porcellana". E io mi stringo nelle spalle, e rispondo semplicemente: "Tanti anni severi di danza".

      Me lo ricordo bene, eri un'insegnante severa. E per quanto potessi intimorirmi, allo stesso modo ti adoravo. Eri l'insegnante perfetta per un carattere iperattivo come il mio. E ti stimavo, e ti stimo ancora.

      Posso solo immaginare come sia stata la tua danza, stanotte. Avrà disegnato nell'aria ogni singola emozione, evocandone l'eco nelle anime del pubblico. Lo so per certo. Questa era la nostra danza.

      Mamma dice che ha pianto. Che ti ha guardata dal palchetto. E che sicuramente Michela era lì con lei.

      In qualche modo, sappi che c'ero anche io.

      Grazie, Maestra.

     

      Marinella Santini

      Carissima Eleonora ho appena terminato di leggere il tuo messaggio e sto ancora piangendo. Le tue parole hanno toccato la mia anima e mi hanno reso felice, perchè quello che tu dici è stato sempre il mio obiettivo: lasciare ai miei allievi, al di là di una tecnica, al di là di passi imparati, un quacosa nella loro anima che li renda persone "speciali". E, "leggendoti" ho capito di esserci riuscita! GRAZIE!!!
      Un grande abbraccio
      Marinella